Lega Nord: UE si lava le mani col Prosecco

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Con l’ingresso della Croazia in UE è aperta la guerra per la difesa del Prosecco Doc e DOCG dal Prosek

Commissione risponde a Scottà su difesa Prosecco contro ”Prosek” croato. Per Ue competenza è degli Stati

 «La Commissione ci ha delusi, demandando la questione agli Stati membri. Ci aspettavamo molto di più dall’Esecutivo Ue, vista l’evidente inadempienza delle normative comunitarie, in materia di protezione dei prodotti Doc, da parte dei viticoltori croati».

Questo il giudizio dell’eurodeputato della Lega Nord Giancarlo Scottà sulla risposta della Commissione europea all’interrogazione del trenta maggio scorso, in cui chiedeva quali misure intendesse prendere l’Esecutivo Ue per eliminare la commercializzazione delle bottiglie di “Prosek” nel mercato interno e in quello dei Paesi terzi, qualora questo non fosse stato rititrato dal commercio.

«La Commissione, di fatto, non ha risposto alla nostra domanda -ha dichiarato Scottà- in quanto ha detto che ”spetta alle autorità competenti degli Stati membri garantire l’applicazione di tale protezione nel mercato interno”, e ha ricordato gli accordi bilaterali negoziati con diversi Paesi terzi che servono a “garantire, anche nei loro territori, alti livelli di protezione delle Dop Ue, tra cui quella del Prosecco”». «Avrei preferito che questa risposta arrivasse prima dell’ingresso della Croazia nella Ue, trattandosi di un’interrogazione urgente, -ha lamentato l’eurodeputato leghista-  invece la Commissione ha tardato, per poi non affrontare nemmeno il nocciolo della questione». «C’è solo da augurarsi -ha concluso Scottà- che la Croazia, ora che è entrata in Europa, non presenti, alcuna domanda  di protezione per ”Prosek”, altrimenti la Commissione sarebbe tenuta a prenderla in considerazione».

 

 

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