A PaesAgire il paesaggio nell’area del Prosecco Superiore

gloria 300x200 A PaesAgire il paesaggio nellarea del Prosecco Superiore

Venerdì 11 aprile alle 20.45 presso l’Auditorium Battistella Moccia di Pieve di Soligo (TV), la rassegna PaesAgire chiude la 6^ edizione con un incontro dedicato al futuro dell’area produttiva del Prosecco Superiore dal titolo: “Il segno architettonico nel paesaggio collinare | Il Fondaco del vino”.

 Al dibattito parteciperanno:

§  Fabio Sforza, sindaco di Pieve di Soligo e Presidnete dell’Osservatorio per il Paesaggio delle colline dell’Alta Marca

§  Giancarlo Vettorello – Direttore del Consorzio di Tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore

§  Alberto Rasera – Presidente di Altamarca Trevigiana

§  Roberta Albiero – Architetto, Università IUAV di Venezia

§  Marco Gianni – Architetto, Università IUAV di Venezia

§  Il coordinamento è affidato a Gino Lucchetta – Assessore ai Lavori Pubblici, Ambiente e Agricoltura di Pieve di Soligo

Nel corso della serata verrà presentato per la prima volta al pubblico il progetto di studio, appena avviato e condotto dalla Prof.ssa Roberta Albiero e dall’Arch. Marco Gianni, che intende analizzare l’area del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, individuando le potenzialità del territorio e le emergenze architettoniche in esso presenti.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’Università IUAV di Venezia, il Comune di Pieve di Soligo e l’Osservatorio per il Paesaggio Colline dell’Alta Marca Trevigiana, che hanno fatto tesoro di una precedente esperienza come spiega il Sindaco Fabio Sforza:

“Il progetto nacque tre anni fa, quando proponemmo allo IUAV di realizzare uno studio sulla possibile riqualificazione di un’area di Barbisano, un tempo florido centro per la lavorazione del giunco ed oggi in stato di abbandono. Allora la Prof.ssa Albiero propose a 70 studenti dell’Università di realizzare uno studio su quell’area, pensando ad una possibile riqualificazione degli edifici in forte stato di degrado. Il progetto riscosse un grandissimo successo. Da lì nacque l’idea di realizzare lo studio di area vasta che presenteremo questa sera ufficialmente e che prevede un lavoro di analisi e confronto della durata di due anni”.

 L’ECOFONDACO DEL VINO

L’obiettivo della ricerca intrapresa all’interno dell’Università IUAV di Venezia in collaborazione con il Comune di Pieve di Soligo e l’Osservatorio per il Paesaggio delle colline dell’Alta Marca è lo studio di un prototipo di ecofondaco dedicato alla cultura del vino e dei suoi indotti. Uno smart building, nel quale si integrano caratteri materiali e immateriali con l’apporto delle potenzialità delle nuove tecnologie multimediali e l’utilizzo di sistemi costruttivi sostenibili. L’ecofondaco, inteso come piattaforma, è un’entità complessa a servizio della realtà locale, l’Alta Marca, con attenzione particolare agli aspetti legati allo sviluppo del turismo sostenibile. L’ ecofondaco è il luogo dove si incontrano il pensiero materiale e immateriale, multiculturale, oltre i confini territoriali. Esso rimanda all’antico, ma sempre contemporaneo, concetto di “accoglienza”, ovvero a uno spazio fluido, attento al paesaggio e all’ambiente che lo ospita, flessibile, sicuro, economico in termini di gestione e realizzazione, ma che, altresì, tiene conto delle nuove tecnologie multimediali. È anche uno spazio culturale per l’esposizione sia fisica che virtuale dell’ambiente, dedicato alle realtà produttive locali, all’energia vitale della rigenerazione; un luogo che esplora i nuovi linguaggi della bioarchitettura dove materia e visioni convivono.

Alla serata parteciperanno anche diversi rappresentanti delle amministrazioni comunali interessate dal progetto di studio, in particolare sarà presente il Comune di Conegliano, città d’arte a forte vocazione vitivinicola, con l’Assessore alla Cultura Stefano Dugone:

“Il paesaggio diviene oggetto di tutela dinamica nelle sue manifestazioni di maggiore interesse e bellezza, ma anche bene collettivo ricco di risorse, identità e valori. Questo pensiero avvicina gli obiettivi di elevato interesse culturale, come quelli che saranno oggetto di confronto nel corso della serata, alle analisi sul territorio e alle proposte progettuali che i piani urbanistici stanno sviluppando, considerando in questo senso fondamentale orientare le politiche di area vasta affinché le finalità di valorizzazione del paesaggio, assieme alle architetture della produzione viti-vinicola che lo compongono, possano concretizzarsi in piani, progetti e forme di gestione efficaci.

I nostri ambiti paesaggistici – conclude l’Assessore alla Cultura Stefano Dugone – devono distinguersi per l’efficacia delle azioni che si intendono avviare anche a livello di programmazione urbanistica, puntando ai grandi temi della riqualificazione e valorizzazione dei paesaggi, del recupero dei beni culturali diffusi sul territorio, oltre a perseguire l’obiettivo di ristrutturare un vero e proprio sistema paesistico delle nostre colline in grado di restituire, a favore del visitatore e della comunità che “vive” il territorio, le principali modalità percettivo-visive del passato declinate nella contemporaneità. L’evocare il “Fondaco del vino” diviene in tal senso immagine dinamica ed emblematica”. 

 
Condividi!

About Redazione