Epilessia e nuoto, a Treviso un tuffo nell’inclusione

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È possibile per una persona epilettica praticare regolarmente attività sportiva? Questa la domanda a cui cercherà di dare risposta il convegno “Epilessia e sport”, promosso da FIN Veneto in collaborazione con LICE (Lega Italiana Contro l’Epilessia), con il patrocinio di Regione Veneto, Provincia di Treviso, Comune di Treviso, CONI e ULSS 9, in programma domenica 8 novembre 2015 a Treviso presso l’Auditorium Fondazione Cassamarca (Piazza delle Istituzioni, 6).

Un appuntamento, valido come aggiornamento SIT per i tesserati FIN che vi prenderanno parte, voluto dalla sezione veneta della Federazione Italiana Nuoto anche come momento di approfondimento su una tematica molto discussa e attorno alla quale esistono tuttora numerosi luoghi comuni. Per questo, a partire dalle ore 9, si susseguiranno al tavolo dei relatori alcuni dei massimi esperti a livello regionale, tra medici, sportivi, psicologi ed educatori, con l’obiettivo di affrontare la questione da diverse angolazioni e sfatare soprattutto un pregiudizio, ovvero che alle persone epilettiche l’attività sportiva sia preclusa.

«Praticare sport per un paziente epilettico è consigliato sia per il benessere psicofisico sia per favorire l’integrazione sociale – spiega il dottor Giuseppe Capovilla, presidente di LICE e Direttore Struttura Complessa U.O. di Neuropsichiatria Infantile presso l’ospedale di Mantova – L’epilessia è, tra le malattie neurologiche, una delle più diffuse: interessa circa 1 persona su 100, quindi si stima che in Europa vivano 6 milioni di epilettici, 500mila solo in Italia. Il paziente con l’epilessia soffre, più che per la sua malattia, per tutti i pregiudizi ad essa legati a causa della disinformazione, tanto che l’OMS ne ha riconosciuto lo status di malattia sociale. Lo sport, in questo, può fungere da efficace fattore di inclusione, fermo restando che la scelta dell’attività sportiva va sempre discussa con il medico per la corretta valutazione del rischio in base alle caratteristiche della patologia. Esistono, infatti, circa quaranta tipi diversi di epilessia».

Il convegno che andrà in scena a Treviso avrà innanzi tutto lo scopo di formare i tecnici di FIN Veneto e fornire loro la metodologia didattica necessaria per insegnare le discipline del nuoto a persone affette da epilessia.

«Il Veneto è da sempre una regione pilota per quel che riguarda la didattica in campo sportivo – afferma il presidente di FIN Veneto, Roberto Cognonato – per noi è importante garantire a tutti il diritto di fare sport, anche uno sport ad alta potenzialità di rischio come può essere il nuoto. Una corretta formazione dei nostri tecnici è indispensabile in tal senso, pur sapendo che attualmente esistono alcune condizioni medico-legali  che limitano la possibilità di fare sport per le persone epilettiche: ad esempio, la somministrazione di farmaci in caso di crisi è consentita solamente a personale medico o ai famigliari, impedendo di fatto all’epilettico di svolgere la propria attività sportiva in modo sereno e regolare. Questa è una delle battaglie che le famiglie stanno portando avanti, con l’obiettivo di abbattere tutte le barriere e fare dello sport un reale strumento di inclusione sociale».

Nel corso della giornata saranno realizzati dei collegamenti via Skype con atleti affetti da epilessia , residenti in Italia e all’estero, che forniranno una testimonianza sul loro rapporto con la pratica sportiva.

Esempi concreti per sfatare un tabù e mostrare alle famiglie, che convivono con questo problema, che lo sport può cambiare la vita di chi soffre di epilessia. Anche per questo il convegno è rivolto non solo ai tesserati FIN, ai tecnici, agli sportivi e agli educatori in genere, ma anche a tutti i cittadini interessati ad approfondire l’argomento, in cambio di una quota di ingresso di 10 euro. Il ricavato della giornata, infatti, sarà interamente devoluto alla LICE per contribuire a finanziare la ricerca medica.

Info: Federazione Italiana Nuoto Comitato Regionale Veneto www.finveneto.org Tel. 0422 338230

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